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Angelo

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mi piacciono le cose vere,sincere,ma quando è il caso mi piace anche filosofare ed interpretare...
(clicca sul titolo e vai all'indirizzo consigliato a fine commento)
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Jarrett

pirle di saggezza...LASCIATE OGNI COMMENTO VOI CH'ENTRATE
February 17

notte

vado a soffocare
 
l'impossibilità
 
tra il petto
 
e il vuoto
December 27

Conferme

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Leggere e rileggere
e credere di capire qualcosa in più
delle assurde spirali della vita...
Doversi arrendere alla consepevolezza
e doversi ricredere,
ritornare con i piedi per terra...
Ritornare alla morta realtà
con i tristi inconvenienti...
E' la fine di un anno,
vera a propria
 svolta a U
...

 
October 03

Sun drops

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respiro alternato
 
 
senza che l'acqua sia mai sgocciolata
 
 
scruto le nuvole in cerca d'azzurro
 
 
voglio il sole,piove già troppo
 
August 24

Twilight

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Haven't laughed this hard in a long time
I better stop now before I start crying
Go off to sleep in the sunshine
I don't want to see the day when it's dying

She's a sight to see, she's good to me
I'm already somebody's baby
She's a pretty thing and she knows everything
But I'm already somebody's baby

You don't deserve to be lonely
But those drugs you got won't make you feel better
Pretty soon you'll find it's the only
Little part of your life you're keeping together

I'm nice to you, I could make it through
That you're already somebody's baby
I could make you smile if you stayed a while
But how long will you stay with me baby

Because your candle burns too bright
Well, I almost forgot it was twilight
Even if I think that you are right
Well, I'm tired of being down, I got no fight

You're wonderful, when it's beautiful
But I'm already somebody's baby
And if I went with you I'd disappoint you too
Well, I'm already somebody's baby
Already somebody's baby

 


 


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July 28

Cavea day

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interminabili secondi scorrono lenti fino al giorno tanto atteso

il giorno perfetto è già confezionato

pronto per essere indossato e sfoggiato per la capitale

suoni,colori e visioni di felicità

tra incontri,sorprese e attese

poco tempo ormai per immaginare

ciò che ormai a breve diventerà il presente

tutto pulsa seguendo il ritmo delle lancette che avanzano

poche ore,pochi minuti,pochi secondi...e tanta serenità

July 19

Sea and sand

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brezza

onde

luce

sabbia da stringere

sale da assaporare

pelle dorata

sogni lucenti come il giorno

desideri inespressi come la notte

dolce e amara

salina e fangosa

estate da capire

July 02

Blackbird

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Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
Blackbird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
All your life
You were only waiting for this moment to be free.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of the dark black night.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of the dark black night.

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise

 
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June 15

Sergio Cammariere live @ Alberobello

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Sergio Cammariere
"Il pane,il vino la visione tour 2007"
live @ Alberobello, 13-06-2007

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Una colorata e serena sera d’estate ad Alberobello è stata allietata dal concerto che Sergio Cammariere ha tenuto tra trulli e stelle con il suo gruppo di musicisti al seguito. Una piazza inizialmente timida ma sempre più calda durante l’esibizione ha potuto gustare le delicate raffinatezze musicali del cantautore calabrese, accompagnato da Olen Cesari al violino,Amedeo Ariano alla batteria,Luca Bulgarelli al contrabbasso,Bebo Ferra alla chitarra e Bruno Marcozzi alle percussioni. Il live parte con il brano strumentale “Settembre” tratto dall’ultimo album “Il pane,il vino e la visione”. Le note cariche del pianoforte cominciano a librarsi, spinte dalle percussioni e dall’atmosfera particolarmente suggestiva. Cammariere si mette in scia della sua stessa musica e già si preannuncia un concerto pieno d’improvvisazione, piacevoli dissonanze e struggenti accordi. Le mani di Sergio non si fermano e continuano a musicare “Spiagge lontane”, brano dai suoni vicini al tango e dalle parole malinconiche; percussioni e batteria ricreano scene argentine e trascinano la musica verso un ritmo articolato e seducente. Ritmi brasiliani introducono “Gli angeli siamo noi”, ritmata e coinvolgente habanera che con percussioni coinvolgenti e andamento lento distende e diverte anche il pubblico meno impegnato. Cammariere accarezza e coccola il suo piano, crea nuove armonie e le piega a suo piacimento, introduce “Non mi lasciare qui” in un arrangiamento soft; Ariano e Bulgarelli contribuiscono a conferire un certo fascino al brano,e Cammariere riesce a muoversi bene tra le corde del contrabbasso e della chitarra inserendo quelle del suo pianoforte. Poche parole e qualche nota accennano a “Le porte del sogno”, dal testo incredibilmente romantico e toccante. Batteria e contrabbasso fanno emergere la forte carica passionale del brano e dei tasti del piano intensamente interpretati da Sergio come versi di una poesia che va dritto al cuore. La verve del brano fatica ad esaurirsi, e si ritaglia un grande spazio lasciando emozionare con un travolgente triangolo finale tra i musicisti che incanta e trasporta verso sconfinati orizzonti di sentimento. Latitudini balcaniche e suoni aspri sono invece quelli di “Sul sentiero”, in cui il violino prende le redini del brano. Straborda il talento di Cesari che traghetta Cammariere verso le sponde dell’est-Europa e tiene la scena esaltando le caratteristiche del pezzo . Ancora sentimento puro e passione trasudano dalle dita e dalla voce di Cammariere per “Cambiamenti del mondo”, struggente come il canto di un innamorato che soffre e non si dà pace, come il grido di un amante disperato e senza più fiato ma con solo sospiri, come la voce di chi dentro soffre e fuori urla. Il cuore di Sergio chiama,e le dita rispondono con una dedica alla sua terra,alla sua Crotone lasciata per inseguire il sogno di diventare artista.”Capocolonna” è dedicata alle sue radici, un duetto piano-violino dolce e pieno di nostalgia del proprio passato e dei ricordi della Calabria abbandonata. Il clima di riflessione è quello giusto per introdurre la sua preghiera in musica: si tratta di “Padre della notte”, ode al creato e al Creatore che esce dall’anima e si alza verso un cielo stellato pronto ad accogliere l’invocazione. Si torna alla musica, a quella d’autore e all’improvvisazione.Un’introduzione a tutto jazz apre la travolgente “Tempo perduto”: un ritmo 5/4 che fa schioccare dita e oscillare teste,un brano che parla del tempo,il tempo inesorabile,il tempo passato,il tempo che scorre, e il tempo incalzante che è proprio del pezzo. Altro brano di straordinaria carica tratto dal primo album è “Sorella mia”:vibrazioni agrodolci si sprigionano da ogni strumento,sensazioni dissonanti ed accattivanti infiammano e rendono lo sfondo dei trulli la migliore location per questo concerto di alto spessore emotivo. Un lungo e straripante assolo della chitarra di Ferra introduce splendidamente “Dalla pace del mare lontano”. I tasti del pianoforte sembrano onde che si susseguono e si accavallano rincorrendo Cammariere ed inseguendo versi poetici inseriti tra le serrate battute del brano.Percussioni e batteria travolgenti come il mare in burrasca,contrabbasso armonizzante e violino spensierato fanno vivere momenti di sana piacevolezza, tempeste di emozioni che scatenano le ansie più nascoste. Giunge il momento del brano simbolo del cantautore calabrese,la sanremese “Tutto quello che un uomo”,eseguita con disarmante lentezza e con dolcezza spiazzante.Le parole vanno da sé insieme alle note,scorrono dolci melodie e toccanti parole dal romanticismo quasi esasperato ma di effetto plateale. L’interiorità dell’artista e la vena riflessiva emergono nettamente con “Via da questo mare”: esplode il lato meditativo del cantautore e il lamento di incomprensione della sua anima.Indescrivibili emozioni invadono la piazza che in un niente si immedesima nel testo e nello stato d’animo di colui che interpreta il brano per loro in questa sera. Anima jazz e tempo veloce danno vita invece a “Libero nell’aria”.Tutti gli strumenti si ritrovano a pendere dalle labbra del pianoforte e del suo pianista,che svolge anche il ruolo di maestro chiamando tempo e ricordando i finali con dei leggeri cenni.Ma subito si torna ad atmosfere orientali e a forti improvvisazioni di violino in “Il pane,il vino e la visione”. Marasma di sonorità potenti e rapide successioni di percussioni riportano verso un suono scanzonato e ballabile nella sua irrequietezza. Verso la fine del concerto Cammariere si racconta attraverso “Vita d’artista” con cui descrive la gavetta e i sacrifici materiali e mentali che lui,artista inizialmente alle prime armi, era costretto a compiere fino al momento in cui la musica diventò magia e trasformò gli sforzi in risultati. Ed infine,lo swing puro decide di impossessarsi di lui,e nasce così “Cantautore piccolino”.Gli attacchi di jazz si sprecano,le improvvisazioni diventano la regola: l’estro di Sergio Cammariere sembra non conoscere fine.Un tremendo, mostruoso e sconcertante assolo alla batteria di Amedeo Ariano chiude il concerto. Ma sembra suonare come uno spettacolo pirotecnico per un evento che per una notte ha colorato i trulli di Alberobello di emozioni,poesia ed architettura della musica.

Cmq,ho fatto la foto con Sergio in fretta e furia,c'era troppa gente dietro le quinte,non sono riuscito a parlargli per il caos e la disorgaizzazione...uff...neppure l'autografo

Ecco alcune foto fatte da Antonella :)

 
 
June 07

Breath (a meditation)

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Incomprensione,senso di non appartenenza
mentre tutto scorre e prende strade sterrate e senza indicazioni
struggenti tempeste si abbattono sui pensieri
e tirano fuori tutto il dolore covato
conservato da tempo immemore e mai uscito.
Chiudere gli occhi può far viaggiare e può far sprofondare
quello che conta è cosa pensi quando li riapri
conta quello che le dita vogliono decidere
quando si raccolgono in meditazione
quando in dieci esprimono il loro parere
e decidono umore e comportamenti
June 04

No hope

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Veli di apatia e pensieri coprono il sereno del cielo

rimpianti...dubbi...severità nel giudizio...

sfiducia iniettata nel futuro prossimo

mi gira intorno come avvoltoio

Mi trovo tra l'inattività e la contemplazione

Cosa aspetto...che gli attriti fermino l'inerzia?

Il bambolotto,è lui la mia faccia...

 

 

May 29

Blowin'

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Una giornata termina inesorabile,sullo sfondo di un tramonto ombrato

Acqua vicino a me, un lembo sottile mi separa da un nuovo tuffo obbligato

Lunghi passi per pensare, lunghe ombre ingrandiscono le sagome

Il sole basso e la luce calante, i pensieri veloci e le ansie perduranti

Tutto mi parla, il vento mi scuote la testa e le idee che contiene

Una passerella verso cosa...un cammino verso chi...un passo per quale causa...

...the asnwer my friend is blowin' in the wind, the answer is blowin' in the wind...

May 21

Allevite

Il dottor Illa,primario dell'Ospedale "GIOVANNINO XXIII" mi dice che sono malato,in stato B,che è irreversibile almeno per i moderni mezzi della tecnica medica...
Per ora mi ha ricoverato nella Room 108...dice che sono grave,il sintomo prevalente è l'ansia a quanto segnalato dalla cartella clinica.
E' una malattia che non può essere curata,è un male con cui bisogna saper convivere.E' importante il reinserimento dell'individuo nell'ambiente,quindi a volte,anche mensilmente,può essere opportuno assecondarlo e concedergli spazi ricreativi con pazienti nelle sue stesse condizioni.Sono appuntamenti chiamati "Joy tour",dove i malati riescono a prendere coscienza del loro male e condividerlo con gli altri,una specie di "Alcolisti anonimi" dove potersi confrontare e cercare di migliorare.Ultimamente è una vera epidemia,e si sta ottenendo quasi il risultato opposto.Inoltre proprio in occasioni come queste si è venuto a conoscenza che il male è contagioso,e questi eventi chiamati "Joy tour" ora vengono organizzati con lo scopo di provvedere ad un recupero dei pazienti,dato che ormai per loro non c'è altra strada.
Alcuni,i più gravi,vengono seguiti giornalmente,e per loro è prevista una quarantena a Roma il 30 luglio.Sono casi rarissimi da segure con cautela e delicatezza e se ne sta occupando personalmente lo scopritore della malattia,il dottor Giovanni Allevi (nome da cui appunto il male ha preso il nome)
...dal diario di un paziente in cura la cui identità viene taciuta per motivi di sicurezza
May 07

Stefano Bollani - 7 motivi per amare Mozart, live@Castellana

Ieri sera sono andato al concerto di Stefano Bollani a Castellana. Non potevo perdermelo assolutamente,non avrei sopportato il rimpianto di non esserci stato. 

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Stefano Bollani con l’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia
“7 motivi per amare Mozart”
6 maggio 2007-Teatro Socrate, Castellana Grotte

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Un teatro quanto mai stupito e sorpreso da questo evento musicale accoglie l’eclettico pianista Stefano Bollani accompagnato questa sera dalla prestigiosa Orchestra Sinfonica della Magna Grecia. L’orchestra composta da archi è diretta da Mirko Guerrini, attivo sassofonista e compositore,nonché stretto partner musicale di Bollani.Afflusso di pubblico non troppo elevato,ma quanto basta per riempire un teatro degno di un appuntamento di questo tipo. Già dal momento in cui l’orchestra si posiziona e accorda i vari archi si capisce che da quegli strumenti non potrà che uscire musica toccante ed elegante,consistente e saporosa come quella di un orchestra accanto ad un pianoforte. Entrano in scena i due maestri. Tutto pronto. Già dalle primissime note del pianoforte si avverte la sobrietà e il potere comunicativo di Bollani,che comincia fin dai primi minuti ad interagire con i violoncelli proponendo la musica del genio di Mozart.La partenza è molto tenue,e l’armonia degli archi si avverte subito.Il tocco classico è presente tra gli spartiti,ma sembra prendere un’altra forma una volta arrivato alle mani di Bollani,il quale tra un passaggio e l’altro comincia a metterci farina del suo sacco.Le sue note si insinuano con discrezione e rispetto,mantenendo un tono pacato ma allo stesso tempo personale. Prende molto spazio il suo pianoforte,l’orchestra lo lascia fare, conscia di dover poi andarlo a recuperare lì dove gli scanzonati assoli avranno bisogno della leggera rotondità dei violini. Dopo i primi due pezzi, di disarmante familiareità con atmosfere argentine miste al rigore compositivo europeo, con grande sorpresa cominciano a prendere vita tra l’orchestra strani ritmi afro.D’un tratto le mani dei violoncellisti, invece che accarezzare lo strumento, danno forma ad un momento di un percussionismo che non ti aspetti in teatro. Il ritmo parte come un treno, a cui Bollani si incolla come un passeggero che non vuole perderlo. Comincia a fantasticare con le dita,e l’orchestra torna orchestra cedendogli la scena.Qui comincia lo show comico,con intrusioni di stralci di “Per Elisa” all’interno della sua improvvisazione,e il maestro Guerrini comincia a fare cabaret con Bollani, scherzando, divertendo e approfittandone per introdurre il reale tema della serata,cioè una reinterpretazione jazz di alcune sonate di Mozart. L’idea di base sembrerebbe bizzarra e improponibile,ma durante il concerto ci si accorge che in realtà il confine tra l’improvvisazione jazzistica e il classicismo mitteleuropeo non è poi così invalicabile,né da un fronte né dall’altro. I dolcissimi violini e le delicate pennellate di Bollani a turno introducono i brani e si mescolano con assoluta pulizia del suono.Le improvvisazioni modellano la musica impostata tramite spartito e la rendono più fluida,tenera e morbida.Il grande lavoro dell’orchestra diretta da Guerrini sta proprio nell’assecondare la creatività del piano pur mantenendo l’impronta mozartiana,con un primo violino a volte sorprendente ed imprevedibile. Atmosfere cupe,deja-vu di fumosi cafè argentini,schemi semplici ma autentici che ricordano lo stile sintetico di Keith Jarrett,impetuosi cambi di ritmo e velocità danno a questo concerto una veste travolgente e spietatamente unica nel suo genere. Termina la prima parte,quella dei 7 motivi di Mozart.E comincia la parte in cui Bollani esegue alcuni brani solo col piano e altri composti da Guerrini e accompagnati dall’orchesta. Si comincia con “Buzzillare”,contenuto nel suo album “Piano Solo”.Il pezzo si caratterizza per un forte accento da ragtime con un vorticoso susseguirsi di rapidissime ripetizioni e strambe fantasie con cui Bollani martella i tasti bianconeri.C’è spazio anche per un brano in cui tra sketch comici con Guerrini e impulsi jazz,si scherza con mazurka,tango e altro ancora. Bollani tiene la scena come un cantante da piano bar ma con esperienza e talento da vendere a peso d’oro. Malinconici ma penetranti sono i brani “Prima della pioggia” e “Bolle di sapone”,scritti da Guerrini alcuni anni fa, e che ora eseguiti con l’orchestra della Magna Grecia si vestono di tristi ed inquieti scorci autunnali,con sonorità che descrivono ora i grigi ma piacevoli cieli nuvolosi, ora pensieri che si rincorrono e scoppiano come bolle. Ancora molto Sudamerica nei brani “Felipe” del compositore brasiliano Moacir Santos e “Lo spazzino del circo” di Guerrini,in cui si assapora ancora quell’aria calma ed effettivamente rilassante che gli archi e i delicatissimi tasti del pianoforte riescono a trasmettere a tutto il pubblico,con la dolcezza e la spensieratezza che portano alla mente caldi e quieti tramonti estivi al termine di lunghe e afose giornate. Deliziosa atmosfera e un pubblico non più titubante, ora più che mai convinto di aver fatto la scelta giusta venendo in teatro. Pubblico al quale Bollani concede come ultimo brano del concerto “Maple Leaf Rag” di Scott Joplin,uno dei primi brani jazz dove ragtime e suoni afro si intrecciano e si incastrano con un andamento incalzante.Bollani suona in modo scoppiettante e non può evitare di farsi prendere dalla foga musicale che caratterizza il brano: l’abilità tecnica aumenta insieme alla velocità di esecuzione,a conferma del genio artistico di chi sa conciliare Mozart e jazz, vecchio e nuovo, Europa e America, spartiti ed istinti.

Poi lo abbiamo aspettato dietro i camerini per autografo e foto,e il tizio addetto ai camerini ci ha detto"Ragazzi,andate verso l'uscita,per ora non uscirà".Noi aspettiamo per altri 10 secondi,ed esce Bollani e dice"Vabbè,prima o poi mi dovrò concedere"...e ci fa autografi,foto e quant'altro,anche lui senza tirarsela minimamente. Ottimo concerto,davvero! (la foto non mi è ancora arrivata,appena arriva la metto )

 

May 04

Kinetic moment

Dopo aver finalmente superato un esame che mi ha fatto disperare,ho cominciato a pensare seriamente alla tesi da realizzare.Ho messo gli occhi su uno spot della BMW che mi ha folgorato (guarda caso,ancora una volta,come fu per Giovanni Allevi)...
...forse sono tornato ad essere carico...forse è la volta buona per sbloccare un pò la situazione e prendersi questa benedetta laurea...i tempi sono maturi
April 13

JOY:Giovanni Allevi live@Lecce

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Lecce
Teatro Politeama
12 aprile 2007
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Quando pensi al quotidiano,all'ordinario, non immagini che possa essere trasformato in straordinario solo dopo un'ora abbondante di musica dal vivo.Ma qui si trattava di Giovanni Allevi,il compositore marchigiano che per una sera ha scelto Lecce per diffondere nell'aria poesia e filosofia.Beh,sì,pur essendo un musicista,è questo quello che lui fa.Il pianoforte è solo il mezzo di comunicazione con cui incanta sta riuscendo ad incantare giovani e meno giovani.
Il Teatro Politeama lo accoglie col calore che si dà ad un concittadino,tanto che dopo il lungo applauso che accompagna la sua entrata in scena,lui esclama "ma questo era l'applauso finale?".Dal microfono fuoriesce una sottilissima voce,emozionata,turbata,contratta.Il suo sentimento raggiunge tutti già prima di cominciare a suonare,ha voglia di raccontare la genesi di questo album,l'attacco di panico al rientro a casa,e di lì parte con &qu